MMA vs Tradizione – Parte 4

Questa e’ la “Parte 4″ e l’ultima delle serie di articoli chiamati “MMA vs Tradizione” nei quali ho esaminato il contrasto tra il più recente e popolare fenomeno di Mix Arti Marziali MMA) e le tradizionali Arti Marziali. Spero che questa seria sia stata stimolante ed illuminante. Vi prego di lasciare un commento dando i vostri feedback, domande, e/o pareri. Non vedo l’ora di parlarne con voi.

Shihan Pascetta - Copertina di Banzai Magazine - Italia circa 1978

VALORI PERSONALI

Alla fine c’è sempre il rischio negli allenamenti delle arti marziali che il “Maestro”, il “trainer” o il “coach” preparino individui con capacità fisiche funzionali, ma senza nessuna preparazione sul sistema di valori che giustamente dovrebbe essere seguito se lo scopo, per il praticante è quello di “sopravvivere” nella società, aldilà dello propria potenza fisica. Vi ricordo che in una società civile, ci sono ripercussioni sociali e legali dopo uno scontro fisico.

Molti sistemi “tradizionali” delle arti marziali seguono questo indirizzo in modo approfondito e sistematico. Purtroppo invece, molte delle cosiddette “arti marziali miste” hanno parecchie falle in questo settore.

Mentre ci sono alcuni che già dispongono di forti valori morali e di carattere quando cominciano questa pratica, ce ne sono molti altri che sembrano più concentrati sull’essere “macho” del tipo: “nessuno mi può”. Mentalità più affine allo “sport di intrattenimento” o al wrestling professionale piuttosto che alle “arti marziali “.

In conclusione, la mia opinione è che ogni aspirante che voglia praticare le arti marziali dovrebbe, per cominciare, prendere in considerazione lo sviluppo di una base di competenze in un unico sistema. Anche se ci sono eccezioni, questo è un processo di fondo che in genere necessita di 3-5 anni di studio serio e di pratica, ammesso anche di farlo con un insegnante legittimato.

Il tempo necessario per questa preparazione può essere paragonato ai 4/5 anni che ci vogliono per ottenere un “Diploma di Maturità” in qualsiasi campo accademico. E’ sorprendente che i nostri giovani, studiando legittimamente per cinque anni in un istituto, finiscano poi col rendersi conto che hanno una capacità lavorativa praticamente molto limitata. Pare invece che credano di avere sufficiente potenza fisica, intellettuale, emotiva e spirituale oltre che alle dovute competenze, in molto meno tempo nel poter difendere la loro stessa vita. WOW!

Insieme a queste competenze fisiche dovrebbe essere acquisito un sistema di valori che va al di là del proprio io a soli fini egoistici. Credo che questo livello di disciplina sia indispensabile per il successo in entrambi i terreni della difesa personale e della vita quotidiana. Qualsiasi cosa sia più breve di ciò, sarà sufficiente per apprendere più limitatamente solo le tecniche marziali o la scienza marziale ma non le “arti marziali” in toto.

ESAMINIAMO LA FONTE

Di più, in particolar modo se quella persona è attratta dagli aspetti più “progressisti” e presumibilmente più “pratici”, delle arti marziali poi, lui/lei dovrebbe essere avvertita di cercare istruttori/Maestri che abbiano veramente affinato le loro arti. Una qualifica non è necessariamente o precisamente misurata da quanti “trofei” o “titoli” questi abbiano vinto, né da racconti di “valorose” battaglie “da strada “. Questi riconoscimenti devono certamente essere presi in conto, ma con un pizzico di prudenza (vale a dire che molti di questi “titoli” vengono realizzati all’interno di un scenario molto più limitato, il “titolo” che a volte suggerisce molte presunte “battaglie di guerra” sembra “ingigantirsi” sospettosamente dopo il fatto).

Senza voler togliere che ci sia pure qualche cosa di vero, tuttavia, il vero test è di osservare la vita del mentore, il complesso dei suoi successi nonché i suoi fallimenti. Entrambi sono preziosi ma, siamo consci che qualche volta si apprende di più da un fallimento occasionale che da un successo. Un insuccesso sarà il barometro migliore per capire che cosa dobbiamo aspettarci da quel titolo di “Master” o “tecnico professionale” che l’insegnante si addebita.

Inoltre, è anche significativo fare una distinzione tra colui che può essere un eccellente atleta con un eccellente insegnante (qualcuno che ha l’abilità e la dedizione per istruire e preparare uno studente a diventare un professionista quotato e qualificato).

Se si vuole sinceramente massimizzare il proprio sviluppo si dovrebbe ricercare di un “pastore”, non un “lupo”. Ricordate che il pastore è colui che protegge e guida le pecore, qualcuno che può mettere a rischio anche se stesso per salvare le pecore. Al contrario, il lupo è il predatore, è colui che caccia e mangia le pecore!

La caratteristica dell’essere “pastore” è un prerequisito critico per trovare un insegnante/Master legittimo. Egli avrà un vissuto che gli farà anteporre gli interessi degli studenti davanti suoi. Avrà una storia di allievi che usciti dalla sua scuola avranno la possibilità di sviluppare le loro personali doti, non sarà un limite per loro. Avrà un equilibrio tra legittima autostima e prudente umiltà . Il suo insegnamento sarà d’aiuto allo sviluppo degli studenti, non ad ingigantire l’immagine di sé.

La mia constatazione e conclusione è che per operare bene come “Maestro” di Arti Marziali, ci vuole una conoscenza molto ampia della natura dell’uomo oltre che una significativa specializzazione marziale . Più lungo è stato lo studio più sarà di beneficio agli allievi ma anche al presunto “aspirante maestro” che dovrebbe, a sua volta, continuare a studiare sotto la supervisione e la direzione di chi ha invece dimostrato di raggiungere così tanta esperienza, abilità e intuizione.

La misura del “Maestro”è data dalla qualità dei suoi studenti. La misura non solo della qualità fisica dei suoi allievi, ma anche delle loro capacità di comprensione dei principi e delle tecniche, con in più un’adeguata stabilità emotiva e responsabilità morale. Nota che ho affermato: “studenti” non studente.

Chiunque può avere la possibilità o la fortuna di avere uno studente di talento o uno fisicamente aggressivo, ma raggiungere una qualità elevata con più studenti medi è sempre un indicatore più realistico. Il “Maestro”è chi può formare in modo coerente ed equilibrato ottimi studenti, non solo quelli fuori dalla media, è colui che può valorizzare i caratteri degli studenti, colui che disinteressatamente li può guidare verso scelte flessibili utili per il successo della loro vita. Costui sarebbe probabilmente un degno mentore e sarebbe veramente meritevole del termine “Maestro di Arti Marziali “.

Buona fortuna nella vostra ricerca.

….E QUESTO E’IL MIO MODO DI VEDERE. ®

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(Ritorno Parte 3 della Seria)

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