Arti Marziali “Masters” – FATTI o FANTASIA? – Parte 2

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Una nuova sezione dell’articolo:”Arti Marziali ‘Master”‘- Realtà o Fantasia?” verra’ pubblicata tutti i Giovedì. Vi prego di lasciare un commento dando i vostri feedback e/o pareri. Non vedo l’ora di parlarne con voi.

CONFRONTI CON ALTRE DISCIPLINE

Se leggiamo nella storia possiamo fare qualche confronto in parallelo con l’evoluzione di altri sistemi di formazione accademica. In certi momenti infatti, ci sono stati alcuni studiosi molto famosi e insegnanti il cui lavoro ha superato la prova del tempo ed è ancora oggi validissimo: Aristotele, Platone, Leonardo da Vinci, Confucio, Lao Tzu, per citarne solo alcuni. Questi “Maestri” hanno insegnato a lungo prima ancora che ci fossero le università o venissero rilasciati diplomi e lauree.

Col tempo poi,si istituirono in molti campi aree di studio pertinenti e quindi, si iniziò la formalizzazione per l’istruzione superiore e secondo i casi anche elementare, media primaria o secondaria. Oggi molti di questi istituti sono autorizzati da governi, ma in ultima analisi, la loro classificazione sociale, reputazione, credibilità sono ancora misurate in gran parte dal livello di qualità degli studenti che producono.

Ad esempio, le persone più informate certamente sanno distinguere tra una laurea ricevuta ad Harvard o Yale rispetto a quella ricevuta in un College provinciale. Entrambe sono valide, anche se si presume dalla reputazione dei primi atenei, che si raggiungano livelli più alti frequentando alcuni istituti rispetto ad altri. Se continuiamo con questa analogia possiamo anche confrontare il tipo di laurea/diploma rilasciati dalla “Bocconi” di Milano con quelli che vengono rilasciati da alcune “Università” per corrispondenza.

Oggi,anche se ci sono molte opzioni legittime online, purtroppo, ci sono ancora alcuni posti in cui uno “studente” in grado di pagare può riceve un “diploma/laurea” con poco o anche nessun impegno di studio e di preparazione. La maggior parte delle persone è sicuramente d’accordo nel giudicare questo modo pericoloso e fraudolento, mancando evidentemente di credibilità. Si potrebbero poi scrivere fiumi di parole sull’integrità delle persone che acquistano un diploma in questo modo o sulle discutibili motivazioni dell’istituto o di chi vende e concede questo tipo di attestato.

Purtroppo, questo tipo di pratica è presente anche nelle arti marziali anzi, forse vi è ancora di più una possibilità di abuso. Perciò, è utile esaminare quali dovrebbero essere gli standard logici e legittimi, al fine di distinguere “fatto” da “fantasia”.

Primo, è importante riconoscere e capire la credibilità e la competenza di un gruppo(Associazioni/aggregazione di maestri) o di un singolo, che rilascia agli studenti il”rango”,la cintura,il grado o il diploma,questi devono essere a loro volta in grado di superare alcuni semplici requisiti. Per esempio,una domanda di buon senso potrebbe essere: “Che qualifica ha un architetto per rilasciare una laurea di medico?” e non importa che esso sia un “architetto qualificatissimo”. Ovviamente, la risposta è semplice, è importante perciò riconoscere che i medici sono qualificati per valutare e accreditare altri medici, mentre gli architetti sono più qualificati per misurare e accreditare altri architetti.

Quindi, è importante confrontare “le mele con le mele” e non “mele con arance”. Il seguito dell’articolo dovrebbe essere di aiuto nel riconoscere alcuni parametri di riferimento che sono stati testati e fanno parte delle basi di tutti i sistemi di classificazione delle arti marziali.

NORME STORICHE E PARAMETRI DI RIFERIMENTO

Primo, classificare gli studenti in base al colore della cintura,della fascia, o di qualche altro simbolo progressivo è semplicemente uno strumento che rende l’organizzazione dello studio, all’interno di una qualsiasi scuola, più efficiente e pratica. Dal grado di colore di ogni studente,il docente e/o l’assistente può facilmente ricordare visivamente l’allievoe ricavarne le informazioni per capire quale livello di preparazione ha raggiunto.

Per lo studente a sua volta, questo strumento di identificazione serve come motivazione per raggiungere il suo personale “goal/obbiettivo”. Inoltre nelle arti marziali, ed è verificabile che:”Con la capacità viene responsabilità” dunque, l’allievo il cui status è visivamente evidente (indossando una cintura di un colore particolare) assume un ruolo molto più maturo e responsabile negli allenamenti. Questo uso del colore serve anche da rinforzo positivo nell’impegno dell’allievo che è gratificato nel rendere visibile il livello raggiunto con successo. In confronto con la formazione scolastica,dove ci si aspetta normalmente che uno studente arrivi almeno al 9° grado (9 anni di istruzione nella scuola d’obbligo) qui’ si è già molto responsabili arrivando al primo grado.

E’ importante riconoscere anche che, la maggior parte della “tradizionalità delle basi” nelle arti marziali, ci insegna non solo un metodo di sviluppo fisico ma anche un metodo che serve a sviluppare la capacità intellettuale, l’efficacia emotiva e la sensibilità morale dello studente. Questo è ciò che identifica “arti marziali” dalla “tecnica marziale” o dalla “scienza marziale”. Per questa ragione ci possono essere molte diversità di requisiti nei livelli di grado a seconda dell’importanza e della preferenza che il singolo “insegnante/Maestro” o gruppo dà alle regole.

Ricordiamo che per logica i maestri di karate saranno più abili nel qualificare e insegnare le regole agli studenti di Karate, i Judo Master ai Judo studenti,i Ju Jitsu Masters ai Jiu Jitsu studenti, ecc… E ancora,ha senso che maestri di stile Shotokan siano più titolati nello qualificare altri istruttori e studenti di Shotokan , i Masters Goju-Ryu, siano più qualificati a misurare lo stile Goju-Ryu, ecc… Anche se, certamente vi è una comunanza o incrocio tra sistemi, la credibilità nella precisione delle regole è molto più forte quando è fatta all’interno di una disciplina dove gli insegnanti sono stimati per la specifica specializzazione nel loro stile e hanno legittimamente stabilito solidi record o performance nelle aree che stanno esaminando.

Tenendo presenti molte potenziali differenze, tuttavia, pare ancora oggi che alcune “regole” abbiano superato la prova del tempo e rimangano come basi per molti sistemi di arti marziali. Per essere precisi, livelli al di sotto del Black Belt (di cui uno kyu nella maggior parte dei sistemi con radici giapponesi e “GUP” nella maggior parte dei sistemi con radici coreane) rappresentano generalmente una progressione da una minore a una maggiore capacità di base,capacità nelle tecniche fondamentali,nei principi e nelle tattiche

Pertanto, il raggiungimento di “Black Belt” nella maniera più precisa significa raggiungere un livello di “esperto nelle basi”. Non si tratta di “padronanza”, ma rappresenta semplicemente un certo livello di abilità nelle pratiche. In occidente dopo che la “Black Belt” è stata romanzata, ha acquisito un significato simbolico maggiore di quello che in realtà è. In realtà, questo punto di arrivo demarca il fatto che lo studente ha svolto un buon lavoro nello studio di base e ha raggiunto un livello in cui egli è in grado di iniziare a “studiare seriamente”.

Per questa ragione, molti sistemi di arti marziali vedono questo traguardo solo come un mezzo o come il punto di partenza per entrare nella parte più significativa del viaggio nelle arti marziali, non come il fine o come il raggiungimento del traguardo finale.

“…. E QUESTO E’ IL MIO MODO DI VEDERE!” ®

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(Segue la PARTE 3)

(Ritorno PARTE 1 della Seria)

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