MMA vs Tradizone – Parte 3

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Baltimore, MD circa 1974

Questa è la “Parte 3″ della serie di articoli intitolati “MMA vs Tradizione” che esaminano il contrasto tra il recente e popolare fenomeno Mix Arti Marziali (MMA) e le arti marziali tradizionali.

APPROCCIO TRADIZIONALE

Il termine “arti marziali” è associato immancabilmente con la tradizione orientale piuttosto che con la scienza occidentale. Dato che, per buona parte della mia vita, ho osservato e partecipato a molte transizioni e attività che coinvolgono le arti marziali, sono giunto alla conclusione che non esiste una “forma completamente tradizionale” di arte marziale. Esistono invece vari gradi dell’una o dell’altra forma.

Ad un estremo ci sono appassionati che si dedicano ad un solo metodo e lo praticano il più vicino possibile alla sua forma originale. All’altro estremo ci sono coloro che credono nella pratica di mescolare qualsiasi e/o quasi tutte le tecniche, i metodi e le strategie alle quali hanno accesso, per ottenerne un uso più “realistico”.

Come ho già detto in precedenza: “Va tutto bene”. Tuttavia, pur dichiarandolo devo anche aggiungere e avvertirvi che ognuno di questi approcci può avere il suo inconveniente e mancanza.

Usando la mia esperienza come esempio, quella di un maschio adulto che ha trascorso gran parte della sua vita in occidente, in una cultura moderna occidentale e quindi non sono asiatico né per status né per cultura, e non lo potrò mai essere e né ne ho alcun desiderio. Non che io pensi che l’essere asiatico abbia meno valore, è solo che io sono quello che sono, come ognuno lo è per se.

In ogni caso, questo mio status e origini culturali, non mi impongono di restare prigioniero ed accettare solo il punto di vista “occidentale”. Non mi impediscono di apprendere e valorizzare la ricchezza di altre culture, in questo caso delle molteplici culture asiatiche. Il punto è che c’è una differenza tra lo studiare ed apprendere preziose informazioni di altri paesi, un’altra cosa è cercare di diventare qualcosa o qualcuno che non si è.

Quindi, in generale, la mia conclusione è che ogni tentativo “estremo” di essere “tradizionale” tenderebbe facilmente a limitare il vostro potenziale piuttosto che espanderlo. In realtà, sembra anche a me che molti dei cosiddetti “tradizionalisti” nelle arti marziali, non si scoprono così “tradizionali” quando si vanno a pesare tutti i fattori. Dato che ho visitato l’oriente e ho avuto il piacere di insegnare, di osservare e allenarmi con alcuni dei miei colleghi orientali, ho scoperto che anche i “tradizionalisti” spesso si discostano nettamente gli uni dagli altri, anche se tutti affermano sinceramente, di provenire dalla stessa tradizione e radice del sistema.

MMA E APPROCCI NON-TRADIZIONALI

Nell’altra direzione ci sono coloro che praticano le arti marziali all’altro estremo. Alcuni lo fanno quasi per disdegno verso qualsiasi cosa che arriva dalle radici (“tradizionale”) più vecchie. Nella “tradizione” del compianto Bruce Lee, molti affermano che aveva studiato più sistemi marziali e messo insieme tutte le conoscenze per arrivare a quell’arte marziale “finale”.

Primo, vorrei sottolineare che Bruce Lee era un giovane uomo di talento che seriamente aveva dedicato molto tempo allo studio dei variegati aspetti delle arti marziali provenienti da più culture, ed è certamente cosa ammirevole. D’altra parte aveva iniziato con una base di competenze tecniche e di principi radicati in un sistema “tradizionale” (Wing Chun). Inoltre, anche se era abbastanza innovativo nelle sue teorie e conclusioni, la realtà era che il suo personale “terreno di prova” di queste competenze e tecniche sarebbe stato molto limitato se applicato alla vita reale o anche nelle competizioni sportive.

Vi ricordo che la sua principale professione era fare l’attore, non l’insegnante di arti marziali. Non aveva alcuna esperienza competitiva e sportiva ed era molto limitato negli incontri di vita reale per potere comprovare alla fine le sue reali capacità. Questo non annulla la sua competenza e bravura, però, qualsiasi persona matura ed intelligente sa distinguere tra “recitazione” e realtà. Nella vita reale non possiamo scrive la sceneggiatura o il finale della storia e tanto meno la finale degli scontri fisici. Ognuno deve giocare le carte che ha nel miglior modo possibile ed accettare che non si può mai avere il completo controllo della situazione.

Non ho nessun dubbio che se molte persone si dedicassero seriamente alla ricerca, allo studio e all’allenamento nel corso della loro vita potrebbero arrivare a livelli di abilità dei molti dei maestri di un tempo. Quello che non ha senso per me invece, è quando si diventa così egocentrici da non capitalizzare i progressi dei tanti “maestri” dediti all’arte che ci hanno preceduto. Perché abbiamo bisogno di reinventare la ruota piuttosto che renderla più raffinata ed efficiente?

Io, sinceramente, vedo il valore dell’allenamento trasversale. Vedo anche, però, una tendenza erronea nel mixare indiscriminatamente le varie parti dei distintamente diversi sistemi delle AM . In primo luogo, ci vuole un tempo significativo per lo sviluppo della competenza in una disciplina marziale, e quindi molto di più se in discipline multiple. Inoltre, esistono dei sistemi che si distinguono molto bene da soli, ma non facilmente o immediatamente se mixati con altri, perché semplicemente basati su principi e/o basi tecniche diverse.

Come analogia, entrambi i motori: quello a vapore e quello a combustione interna producono un risultato funzionale simile, ma la struttura sottostante è significativamente diversa. Mixando alcuni sistemi nelle AM è come cercare di costruire una villa sulle fondamenta di un bungalow. Oppure, è come cercare di prendere il carburatore di una Punto e metterlo su un motore Lamborghini, e poi inserire tutto sul telaio di una Maggiolino Volkswagen.

Funzionerà? Correrà? Forse sì, forse no. Lo potremmo considerare un avanzamento nella tecnologia automobilistica? Credo di no.

Un’altro esempio pertinente potrebbe essere quello di riconoscere che una cena con filetto e champagne o gamberetti ed aragosta, e una cena a base di Lasagne e cotoletta, possono essere comunque deliziose se gustate separatamente. Ma, se poi li miscelate tutti insieme e li mettete nello stesso piatto si finirà con l’avere qualcosa di più simile a un “pastura” che a un pasto da “gourmet”. Di conseguenza sorgono molti dubbi se l’etichetta giusta da dare ad alcuni di questi “sistemi” sia “Mix Arti Marziali“ o dovrebbe essere più precisamente “Mixed Up Martial Arts” (Casino di Arti Marziali).

Inoltre, molti dei “progressisti” nelle AM sembrano sospettosi dei metodi che provengo da radici “tradizionali”. Suggerirei che forse stanno “buttando via il bambino insieme all’acqua sporca”. Ogni sistema di conoscenza funzionale noto a uomo è stato costruito sui rudimenti e sulle fondamenta delle tecniche. Ci vuole una notevole quantità di tempo, non solo per imparare ad eseguirne le basi, ma anche per capire il rapporto tra il loro utilizzo e l’applicazione.

Successivamente, ci sono state alcune speculazioni sul perché le “Mixed Martial Arts” sono diventate popolari tra i giovani occidentali, nella società occidentale è frequente volere tutto e “subito”. Siamo attratti più dal luccichio che dall’oro. Sembra che ci sia l’illusione di una gratificazione più veloce con la tipica prassi usata nelle “Mixed Martial Arts”, ma la maggior parte dei praticanti seri di questi sistemi, sa che non è così.

Coerentemente, risultati a lungo termine in qualsiasi disciplina dipendono dalla dedizione alla base che deve essere coerente ed integrata in modo funzionale.

“….E QUESTO E’ IL MIO MODO DI VEDERE!” ®

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(Segue la Parte 4)

(Ritorno Parte 2 della Seria)

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