Forze dell’Ordine e Arti Marziali – Il “miglior” rapporto? – Parte 3

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… Questa è la 3a e ultima parte di questa serie.

Shihan Pascetta - circa 1975

Questione di responsabilità

Una questione importante che è venuta alla ribalta riguardo gli scontri fisici delle FO è quella di stabilire se, nel caso, la responsabilità per loro sia penale o civile. Il giusto “uso della forza” è la prima preoccupazione che è stata avanzata e ha messo tutti “sull’attenti”. Insieme ad altri cambiamenti nella società, in cui stiamo vivendo, questa nuova “era dell’informazione” presenta sfide uniche in cui ognuno di noi potrebbe essere registrato su un video con un comune telefono cellulare e finire su “YouTube” in pochi minuti dell’evento.

Una società in evoluzione

Gli Stati Uniti sono diventati una società sempre più litigiosa, con sempre meno rispetto e considerazione per i rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Molte volte un ufficiale ha pochissimi secondi per prendere una decisione che può influire sulla sua sicurezza o su quella altrui. Invece i media, o anche i tribunali hanno settimane, mesi o anni di tempo per controllare ogni sfumatura prima di prendere una decisione. Anche se, alcune leggi e alcuni precedenti esistenti forniscono un sostegno per l’ufficiale che agisce all’interno della legge, l’esperienza di essere giudicati pubblicamente e legalmente, dopo uno scontro discutibile, può cambiare la carriera a molto poliziotti. Può anche rapidamente e facilmente compromettere la credibilità e l’efficienza di qualsiasi arma delle Forze.

Parte della causa del problema, parlando di responsabilità, parte ancora dall’addestramento di base delle TD, dall’aggiornamento o dalla mancanza dello stesso. Statisticamente, gli scontri fisici che coinvolgono i funzionari delle FO, richiedono solo una piccola quantità di forza, ma allo stato della cose, nell’attuale formazione, viene impegnato un tempo minimo per perfezionare le tecniche, le tattiche o strategie per le evenienze più comuni. Ancora più allarmante è il fatto che pochissimi corpi dell’Arma richiedano un regolare aggiornamento delle competenze inizialmente insegnate, alle reclute, in accademia.

E’ pazzesco aspettarsi che la preparazione fisica, ricevuta nel corso di un breve periodo di settimane o di poche ore, possa rimanere e mantenersi forte ed efficace lungo tutta una carriera. Poco prima, su, ho confrontato la mancanza di un regolare aggiornamento delle TD con il rinnovo, invece puntualmente richiesto per l’uso delle armi da fuoco. Il primo bisogno, è un insieme di abilità che a volte, diventa necessario, dover usare ogni giorno; il secondo, si spera, possa verificarsi raramente o mai nella carriera di un ufficiale medio.

Inoltre, i sistemi che enfatizzano l’uso minimo della forza fisica sono il più delle volte molto diversi da quelli insegnati per l’uso della forza moderata, per la forza di livello superiore o addirittura nella forza per la sopravvivenza.

Nell’esaminare l’addestramento delle FO/TD si scopre che, l’uso delle azioni necessarie durante un servizio, come la detenzione della pistola, il coordinamento con il partner o la squadra, l’ammanettamento, il bastone, il bastone estensibile, le manette, lo spray OP, la difesa al suolo, l’intervento di 3e parti o di più avversari, il controllo della folla, ecc, tutte sembrano essere insegnate separatamente e raramente hanno continuità le una con le altre. Non solo è una pratica inefficiente, ma diventa anche difficile se non impossibile per il tirocinante, imparare con un approccio completamente diverso, ciascuna di queste situazioni.

La triste realtà è che ogni ufficiale ha poco tempo per aggiungere più attività atte a mantenersi a un buon livello professionale. Data l’attuale struttura e le modalità di insegnamento, è semplicemente irrealistico aspettarsi che un tirocinante entri in servizio già preparato per tutti i settori. A meno che lui/lei in forma personale e/o privata, investa molto tempo per imparare e perfezionare ogni abilità. Questo non succede facilmente, specialmente quando si deve imparare una nuova tecnica usando una nuova area di allenamento fisico.

Continuità

Sarebbe molto più sensato se ciascuna di queste specialità fosse costruita sulla stessa base, imparando i movimenti fondamentali e gli strumenti primari. Questa ipotetica struttura di base dell’addestramento, farebbe da matrice, si continuerebbe poi a lavorare per rafforzare le competenze già acquisite e poi, ancora, per ampliare la preparazione e l’abilità del poliziotto per ogni modulo aggiunto. Sono pochi e limitati i sistemi di allenamento disponibili, che effettivamente provano a dare una maggiore continuità. Tuttavia, è un peccato che molte delle tecniche fondamentali, insegnate in quei sistemi, siano piuttosto arcaiche e (francamente) inefficienti, inefficaci, e poco pratiche.

Uno dei maggiori ostacoli alla realizzazione di questo tipo di struttura/allenamento a matrice, rimane il metodo di selezione per trovare degli addestratori professionali sia delle AM sia delle FO che abbiano un’ampia conoscenza e l’esperienza necessaria a costruire un approccio modulare moderno. Purtroppo, troppe volte questo è in gran parte un processo politico, piuttosto che una selezione basata sul merito. Il successo di un approccio innovativo più moderno, potrebbe quindi, essere seriamente compromesso se il personale selezionato, per creare e avviare questo tipo di approccio, non fosse versatile sia nella tradizione che nell’avanguardia delle competenze tecniche, delle questioni di responsabilità e così pure nello sviluppo dell’istruttore.

A mio parere, il miglior scenario per la selezione, dovrebbe essere quello dove un candidato qualificato (FO professionale o un civile) presenta il suo modello completo di programma, dove sono illustrati i vari aspetti fisici, e includa un piano strutturale con le modalità di attuazione. Questo dovrebbe comprendere sia la formazione di base dell’addestramento, nonché una struttura per la formazione e l’arricchimento di altri istruttori che, ipoteticamente, sarebbero addestrati per continuare l’insegnamento del programma proposto.

Una volta che il direttore tecnico e l’addestramento prototipo è stato scelto, è necessario codificarlo, adattarlo per eventuali problemi di responsabilità, attuarlo, formare altri istruttori delle FO con questo stile, impostare parametri di riferimento e periodicamente riesaminarli, stabilire una procedura per continuare a perfezionarlo nel tempo. Questo dovrebbe essere un processo in continua evoluzione, basato su un’approfondita ricerca abbinata all’esperienza in prima persona.

E ‘allarmante che al settore dell’addestramento, che è così critico per qualsiasi agente nell’esercizio delle sue funzioni quotidiane, sia stata data così poca priorità. Il fatto che, gli attuali requisiti per l’assegnazione di questi posti di lavoro così critici per la formazione dei nostri uomini/donne in uniforme, sia di appena una manciata di corsi da 1 a 4 giorni, dimostra la mancanza di comprensione o di interesse per la sicurezza dei nostri pubblici agenti in divisa.

E’ troppo realistico aspettarsi una progressiva revisione di questo processo? Sono le nostre FO così limitate nelle risorse o sono troppo poco in contatto con la vita reale da non avere bisogno di impegnarsi in questo approccio più globale?

Questioni di bilancio

Sembrerebbe che uno degli ostacoli per arrivare ad avere un maggiore rinnovamento dell’addestramento delle FO/TD sia la mancanza del budget necessario per assumere le persone migliori a fare questo lavoro. Un argomento a giustificazione del costo di un giusto addestramento, dovrebbe essere il risparmio che questo sistema stesso porterebbe. Alcuni potenziali risparmi, infatti, deriverebbero molto probabilmente dai tirocinanti stessi, che avrebbero meno probabilità di farsi male (a causa di cattivo o improprio addestramento).

Qual è il costo che deve sostenere l’Arma quando perde un ufficiale a causa di lesioni? Oltre alle spese mediche poi dovrà sostenerlo mentre recupera, fino alla guarigione e sperando sempre che recuperi completamente. In effetti, nel caso, l’Arma pagherà per due persone allo stesso tempo. L’ufficiale ferito continuerà a ricevere una retribuzione e il funzionario che lo sostituisce anche, e a volte anche per gli straordinari!

Inoltre, per evitare i processi si renderebbe necessario assumere dei legali per valutare il valore dell’ “uso della forza”. In realtà, il costo per difendere con successo un unico caso legale sull’ “uso della forza”, sarebbe probabilmente pari all’intero bilancio per l’addestramento di un reparto intero di FO per 5 o10 anni o forse più. Il costo della difesa in un processo in cui il funzionario o il reparto si rivelino negligenti rischia di essere ancora più alto.

Quello che molti amministratori non prendono in considerazione è che si espongono responsabilmente a “perdere il treno” in cause legali. Ogni Arma ha l’obbligo di fornire un’adeguata formazione, dando all’ufficiale le competenze e gli strumenti necessari per fare il suo lavoro in modo efficace. In passato era più facile per molti dipartimenti mettere una “toppa” a questa esigenza, fornendo l’allenamento minimo disponibile e utilizzando questo come difesa per giustificarsi che avevano fatto il loro “diligente dovere”. Chiaramente gli avvocati di oggi potrebbero facilmente dimostrare che molti di questi programmi antiquati sono tutt’altro che le “migliori pratiche”.

In definitiva, quanto denaro dovrebbe essere investito per un cambiamento positivo e in generale per un’immagine pubblica migliore, se il 100% dei nostri ufficiali delle FO venissero meglio addestrati a gestire gli scontri fisici in questo modo? Non è il cambiamento dell’ immagine pubblica una delle principali cause alla base degli scontri tra la polizia e i civili?

I timori di amministrazione

Sembra ci siano una serie di validi problemi a sostegno dei poteri politici che controllano la spesa per l’addestramento. Questi possono essere in parte causa della titubanza a fornire un addestramento delle TD più approfondito. Uno di questi può benissimo essere che, quegli amministratori civili, ipotizzano che più competenze tattiche vengono fornite alle FO, più è probabile che questi agenti ricorrano all’uso della forza fisica. Forse questa preoccupazione si verifica perché non possono capire che se invece, un agente è preparato in maniera approfondita e sicura, è meno probabile che usi la forza (quando è autorizzata) avendo a disposizione una moltitudine di altre opzioni!

Di conseguenza, è mia opinione che una profonda revisione delle linee guida sull’ “uso della forza”, dovrebbero essere incluse in ogni programma di addestramento che fa parte della formazione delle TD. Per mia esperienza, la parte più carente è dove gli allievi vengono istruiti in un modo che non crea e rafforza una connessione mentale tra le specifiche tecniche, tattiche e metodi da applicazione. Molte volte la parte dell’addestramento sull’”uso della forza” è separata e viene insegnata agli allievi con un numero limitato di esempi. Quello che è necessario è che ogni allievo possa conoscere il limite legale e la limitazione di ogni strumento fisico, quindi, questa parte va insegnata oltre che per il probabile potenziale fisico anche per le limitazioni .

Inoltre, quando l’ufficiale è accuratamente addestrato in modo “giustificabile”, a un basso livello di tecniche di forza, è meno probabile che faccia uso eccessivo della medesima in uno scontro. E, in definitiva, se all’ufficiale viene insegnato un sistema di TD che uniformemente transiti dalla forza di basso livello a moderata o anche di alto livello, secondo le situazioni che lo richiedono, non gli avremmo dato giustamente, gli strumenti necessari per proteggere se stesso, i suoi colleghi, il pubblico, e anche la sua carriera al di là della foga di un dato confronto.

Inclusa in tutti gli addestramenti delle TD , dovrebbe esserci un’altra area di formazione di solito sottostimata: la “de-escalation” della forza. L’ enfatizzazione dell’addestramento sull’uso della forza minima, con i necessari orientamenti del caso, con l’esame di scenari realistici e la pratica per la necessaria valutazione sia della legittima escalation che della de-escalation della violenza, porterebbe un bagaglio che avvantaggerebbe le FO dei giorni nostri in un modo benefico per tutti.

Questo in pratica, è un potere non solo applicabile alla sicurezza fisica, ma anche alla sicurezza della responsabilità civile, alla sicurezza e allo stress che segue quando un ufficiale o un corpo dell’Arma è pubblicamente oggetto di controllo per le azioni fisiche. Inoltre, è importante ricordare che in ultima analisi esistono per servire il pubblico. Il risultato di queste proposte sarebbe chiaramente un “soffio d’aria fresca”, anche per i civili più critici verso il nostro personale delle Forze dell’Ordine.

Come già detto, i numeri dimostrano che finanziariamente è meno costoso addestrare un intero dipartimento in “giustificabili TD di forza”, insieme al suo regolare aggiornamento, che sostenere una causa civile per colpa dell’uso della “forza eccessiva”. Senza tenere in conto i risvolti negativi che la “pubblica opinione” su un accusa di “durezza della polizia” porterebbe su qualsiasi Arma delle FO e sui suoi amministratori. Questo è semplicemente questione di buon senso.

L’Iniziativa Privata

Questa analisi non sarebbe completa se non si riconoscesse che molti rappresentanti delle FO, prendono personalmente l’iniziativa per cercare di prepararsi privatamente nel loro tempo libero e a loro spese. Questi moderni “guerrieri blu” meritano molto credito per la loro dedizione e l’impegno per raggiungere un eccellenza professionale. Purtroppo, per ovvie ragioni, questi non sono che una piccola parte di coloro che portano l’uniforme.

Inoltre, insieme ad un addestramento inconsistente nelle varie Armi, rimane ancora un altro vuoto nella sicurezza, ed è quando uno poliziotto completamente preparato deve lavorare in coppia con un ufficiale minimamente addestrato. Un altro errore che viene dalla formazione individuale è che molti poliziotti scelgono sistemi di Arti Marziali che non sono pratici per le situazioni, le condizioni, o le limitazioni legali nelle quali si possono venire a trovare .

La triste realtà è che molti rappresentanti delle FO non hanno i mezzi finanziari per pagarsi questo tipo di formazione. Altri non possono rubare ulteriore tempo alle proprie famiglie, in aggiunta a quello che già portano via a seguito di faticosi cambiamenti di orari. Altri poi, hanno obblighi personali che li costringono a fare il più possibile ore di straordinari o addirittura lavori supplementari al fine di provvedere alle loro famiglie.

Questo sono alcune delle realtà della vita, per cui la vera domanda che pone la questione è: perché non viene dato il migliore addestramento alle FO, previsto dalle Accademie di polizia e quando c’è, perché c’è poca o nessun aggiornamento in servizio o previsto un addestramento di mantenimento per i nostri rappresentanti?

Si potrebbe dire che “un po’ è meglio di niente”, tuttavia, a volte agli ufficiali si insegna quel tanto che basta a causare più dolore non meno. Questo è facile che si verifichi quando imparano privatamente a causa di metodi poco pratici e tecniche inefficaci o estreme.

Questo tipo di formazione può, purtroppo, fare danno all’ufficiale infondendogli un senso di sicurezza che potrebbe facilmente peggiorare la situazione durante un’azione. Dalla parte opposta, c’è anche la possibilità che un ufficiale reagisca con forza eccessiva durante uno scontro, a causa della tendenza che si ha a ripetere quello chi ci viene insegnato. Questo succede più spesso quando una persona si addestra con un approccio più “estremo” verso le arti marziali.

E’ preoccupante il rischio che un professionista delle FO corre durante l’allenamento privato. E questo, di nuovo, è più probabile che si verifichi durante l’addestramento ricevuto da insegnanti di arti marziali che enfatizzano un approccio di autodifesa più “realistico” o “da strada”. Io stesso ho fatto da testimone, come esperto, in un processo per l’”uso della forza”. Nel caso specifico, un agente era rimasto paralizzato dal collo in giù, solo poche settimane dopo che aveva iniziato un’addestramento in una scuola privata di arti marziali, il cui istruttore, era ben noto per il suo approccio “realistico” nell’allenamento.

Quella lesione permanente era capitata perché, ai poliziotti in quella scuola privata di Arti Marziali, era consentito, da questo “rispettabile” istruttore, di reagire troppo presto in modo competitivo durante l’addestramento. E’ comprensibile che la tendenza a un approccio più “macho” possa essere più allettante per robusti ufficiali che affrontano la realtà del confronto di strada ogni giorno.

Questo tipo di problema comincia deriva dall’idea sbagliata che l’addestramento debba includere fin dall’inizio un contatto troppo competitivo. Per gareggiare i 100 metri bisogna prima partire a rilento, poi camminare, quindi correre . La tendenza da parte di istruttori meno esperti o “machi” di impressionare gli allievi delle Forze dell’Ordine, con una formazione estrema, non è rara da trovarsi.

Ho visto la stessa cosa in alcune accademie di polizia, dove alcuni insegnanti di TD sono quasi leggendari per la loro approccio “duro”. Molte storie non raccontate, di questo tipo di situazioni, vengono confessate dal numero di allievi poliziotti che si sono feriti in allenamento e hanno dovuto lasciare l’accademia per guarire dalle ferite, e qualche volta forse, anche per non tornare mai più al lavoro in Polizia.

A mio parere, l’istruttore che è veramente Maestro e ha fiducia nel suo programma, non ha bisogno di esagerarlo per ottenerne l’approvazione. Non deve mostrarsi “grezzo’ al tirocinante per dimostrare l’efficacia dei suoi strumenti e metodi di allenamento, deve mettere la sicurezza dei tirocinanti davanti alla sua. Piuttosto che far rischiare infortuni al tirocinante, dovrebbe sottrarsi durante una manovra rischiosa, piuttosto che cercare di “provare” se stesso.

L’ istruttore professionista sa che è lui il responsabile dell’ impostazione del giusto ritmo di apprendimento per la sicurezza e il benessere di coloro che gli sono stati affidati in addestramento. I risultati a lungo termine parlano per lui, per la sua competenza che può essere esaminata osservando gli studenti equilibrati e capaci che prepara. Inoltre, non c’è quasi mai un infortunio quando viene insegnato il programma in questo modo, perché il vero Maestro sa come motivare gli studenti senza esporli in situazioni premature o prima che siano pronti e sia sicuro per loro praticare qualche particolare manovra .

Conclusioni

Anche se, ci sono molti rappresentanti e allenatori delle Forze dell’Ordine che hanno dedicato tanto tempo e passione a questo settore e meritano molti plausi per i loro sforzi, c’è evidentemente ancora molto margine di miglioramento. La mia speranza è che queste mie idee e opinioni siano interpretate come critiche obiettive e costruttive.

Ho scritto questo articolo con la sincera speranza che sia utile a motivare e a fare un’analisi positiva della situazione che porti un miglioramento dell’addestramento che i nostri uomini e donne, che indossano l’uniforme e mettono la loro sicurezza e vita in pericolo, giustamente meritano.

Dio benedica e protegga tutti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

“…. E QUESTO E’ IL MIO MODO DI VEDERE !” ®

Copyright 2010, R.V. Pascetta, tutti i diritti riservati.

(Ritorno alla PARTE 2 di questa serie)

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